L’intervento di Marina, mamma dell’Assemblea delle Scuole di Bologna e provincia a piazza del Popolo a Roma
Ho distribuito il mio primo volantino a 40 anni, davanti alla scuola elementare dei miei figli: mi tremava la mano, forse più di quanto mi stia tremando ora, davanti a voi, che siete così tanti…ma ho scelto di espormi, di andare a raccontare agli altri genitori che la scuola, dopo i tagli, non sarebbe stata una scuola nuova, ma solo una scuola povera e umiliata.
Da piu’ di 10 anni movimenti di genitori e insegnanti, come l’Assemblea delle scuole di Bologna, di cui faccio parte, comitati di genitori, associazioni, singoli cittadini si battono per fermare il degrado e il disinteresse verso la scuola pubblica statale.
Tutti i giorni davanti alle scuole, davanti ai computer, durante interminabili incontri serali, nei Consigli di Circolo, nelle riunioni dei rappresentanti di classe, tutti i giorni per le donne e gli uomini dei movimenti in difesa delle scuola pubblica, tutti i giorni è il 12 marzo.
Tutti i giorni abbiamo spiegato a genitori frettolosi e imbarazzati i problemi veri della scuola, l’ingiustizia perpetrata verso i più deboli, i migranti, i portatori di handicap, il taglio dei tempi morbidi dell’ascolto, la mancanza di insegnati, di supplenti, di laboratori, l’eterna attesa dei fondi nelle scuole, il ridicolo dell’inglese insegnato dopo una manciata di ore on line, le ore di alternativa alla religione cattolica spesso subdolamente negate, la delegittimazione del lavoro collegiale degli insegnanti, il voto come feticcio, il merito come stendardo: mentre ti tolgono i soldi ti fanno l’esamino….. e poi lo scandalo dei fondi, sempre in crescita, per la scuola privata, la scuola di pochi, la scuola dei ricchi pagata coi soldi di tutti, alcune non accettano bambini con handicap, altre accettano solo femmine, scuole che nessun migrante potrà mai permettersi, …potrei continuare per ore, ma devo lasciare il posto agli altri…
La sensazione di tutti coloro che hanno a che fare con la scuola pubblica statale è di abitare un luogo in abbandono, e che sta per essere dismesso. Un’attività da far funzionare al minimo. Se non si inverte subito questa tendenza, la scuola pubblica morirà e non resterà che andare in banca ad accendere un mutuo per garantire un’istruzione ai nostri figli.
Ma la scuola pubblica è un organo costituzionale, è un diritto inalienabile sancito dalla nostra costituzione, non è un’optional. E’ un diritto che dobbiamo imparare a rivendicare con forza ogni giorno.
Si scrive scuola si legge democrazia
Che la costituzione sia con noi!!!
