10.000!
Una Nuova Primavera per la Scuola Pubblica
Grazie ai genitori, mamme e papà di bambine e bambini, di ragazze e ragazzi che frequentano la scuola e l’università pubblica; grazie agli insegnanti e ai docenti universitari; grazie alle studentesse e agli studenti; grazie ai collaboratori e ai dirigenti scolastici, al personale tecnico e amministrativo, ai bibliotecari, alle bidelle e ai bidelli; grazie ai precari; grazie agli studenti universitari… grazie a tutti.
Grazie alla moltitudine che abita e vive ogni giorno la scuola.
l’intervento (testo e video) dell’Assemblea Genitori e insegnati delle scuole di Bologna e provincia dal palco di Roma
12 marzo: l’intervento dell’Assemblea Genitori e Insegnanti delle scuole di Bologna e provincia
Siamo insegnanti di ruolo, insegnanti precari, genitori e cittadini e siamo qui per riaffermare e rilanciare l’idea della scuola pubblica statale, la scuola della Costituzione.
La scuola è pubblica statale quando accoglie senza fare distinzioni, per la scuola pubblica tutti sono privilegiati, è l’incontro tra diversi per scoprirsi tutti di pari dignità: la grandezza della nostra scuola pubblica parte da qui! La scuola pubblica nasce e cresce grazie a tutti noi che vi contribuiamo ma non è sentita tra le prime responsabilità di chi ci governa. La scuola di tutti e per tutti è in pericolo!
Anno dopo anno, governo dopo governo è stata disprezzata, mai valorizzata, impoverita mai sostenuta… E’ stata parcellizzata, gerarchizzata, burocratizzata tutto ciò che dava valore si è sempre più disperso: la collegialità, la relazione, la cura, l’accoglienza, i tempi morbidi dell’ascolto sono pratiche che sono state svuotate di senso.
Ci chiedono di dimenticare tutto questo in nome del risparmio, proprio mentre altri paesi europei, più lungimiranti del nostro investono in istruzione e ricerca, tanto di più oggi in tempo di crisi.
Ci chiedono di dimenticare che 140mila insegnanti non ci sono più, cancellati da tagli irresponsabili.
Un immenso patrimonio di esperienza e di cultura disperso, un’intera generazione di insegnati e di risorse preziosissime gettate nel cestino della carta straccia.
Ma noi non possiamo dimenticare.
Siamo insegnanti e stiamo soffrendo : incastrati in organizzazioni orarie schizofreniche, con tempi compressi… si lavora sull’emergenza.
Ma ciò che noi sentiamo come la vera emergenza sono loro : le nostre alunne e i nostri alunni…. quegli occhi curiosi o distratti che vogliamo catturare, quei corpi che hanno voglia di muoversi, quelle teste che hanno voglia di scoprire e imparare, loro con le loro domande e i loro desideri…Loro sono la ricchezza della scuola e la bellezza del nostro mestiere .
Noi siamo insegnanti, donne e uomini di cultura, portiamo nelle aule i nostri saperi, i nostri dubbi e le nostre invenzioni, la nostra esperienza non solo disciplinare ma anche umana e culturale.
Noi siamo genitori felici di ritrovare la sera i nostri figli con una scoperta in più da raccontarci ma vediamo deperire la scuola ogni giorno di più
Noi siamo insegnanti precari che continuiamo a fare con entusiasmo il nostro lavoro anche se ogni anno sappiamo di dover chiudere …. Di non poter ricominciare con quelle studentesse e studenti, con quei colleghi/ colleghe con cui abbiamo appena cominciato a costruire con fatica e passione qualcosa che noi sentiamo prezioso.
Noi siamo cittadine e cittadini che sanno che servono insegnanti in più e non in meno perché la sottrazione di insegnanti toglie possibilità organizzative creando vortici di vuoto e costringe a classi sempre più numerose. Queste sono davvero le condizioni per inculcare!!!!!!
Spariscono i fondi per la formazione dei docenti, si cancellano le certificazioni per le difficoltà di apprendimento, si tolgono gli insegnanti di sostegno, si tagliano i fondi alla ricerca, si tolgono ore alle materie caratterizzanti negli istituti superiori, si comprime la cultura scientifica, si depotenzia l’insegnamento delle lingue straniere, e alle medie anche dell’italiano! Si tolgono ore di compresenza necessarie per il recupero, l’approfondimento, le uscite didattiche, i laboratori. Si riduce l’offerta formativa all’università…Allo stesso tempo, però, vengono introdotte forme di valutazione nazionale per classificare studenti e insegnanti. Ma in questa situazione è come entrare in una classe, fare la stessa verifica a tutti, su un argomento mai trattato, senza considerare chi hai davanti, quale situazione di partenza e poi decidere di dare a tutti l’insufficienza per non mettere il tuo lavoro minimamente in discussione. Considerate anche che sono rientrati i voti numerici fin dalle elementari, ritorniamo così ad una logica meritocratica ma assolutamente distorta. ( competitiva, sterile…un gioco al massacro)
Don Milani diceva “non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali”.
Si tagliano i collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi, ma si aumentano gli alunni per classe, superando spesso i limiti dettati dalle norme di sicurezza. In mancanza dell’insegnante gli studenti vengono divisi in altre classi o addirittura mandati a casa, i genitori puliscono vetri e tinteggiano le aule, crollano i soffitti delle scuole….. però si stanziano fondi per l’aggiornamento obbligatorio dei docenti sulla sicurezza!
La sensazione di tutti coloro che hanno a che fare con la scuola pubblica statale è di abitare un luogo che è in uno stato di abbandono, un’attività che sta per essere dismessa e che quindi basta funzioni al minimo. I politici non stanno pensando al bene pubblico …..LORO …. non NOI! stanno dismettendo la scuola pubblica come una realtà da cedere, da lasciare asfissiare.
Se non si inverte subito questa tendenza, la qualità della scuola di tutti e per tutti sarà sempre più scadente.
Non si può paragonare la scuola privata a quella pubblica, non si possono sostenere entrambe con i soldi di tutti: la scuola privata non è di tutti. La scuola privata e la scuola statale non hanno la stessa delega sociale: non hanno gli stessi doveri. La scuola privata e paritaria rivendica il diritto di ricevere finanziamenti dallo Stato ma non si assume gli stessi doveri della scuola statale, per esempio può scegliere di accogliere o di escludere chi vuole, sia insegnanti che studenti. La scuola statale non dice chi sì e chi no…non lascia fuori, giustamente, fuori nessuno.
Quella che avanza è una cultura con una visione precisa del mondo, una cultura che ha a che fare con il separare , separa le insegnanti, le diverse soggettività, sviluppa intolleranza, discriminazione, è una cultura che banalizza il sapere, che non ha a che fare con il tenere assieme, con il sostenere chi è in difficoltà.
Come ci dice l’articolo 3 della nostra Costituzione: la Repubblica, e quindi in primo luogo della Scuola Pubblica Statale, deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona …..
Non possiamo permettere che questo disegno si compia, dobbiamo opporre un pensiero altro , la nostra visione del mondo dobbiamo farla sentire in maniera potente … nessuno di noi può più sottrarsi !
La scuola deve proporsi come comunità educante fra insegnanti, genitori, territorio, associazioni che operano nel sociale: una comunità che educa una società civile.
Vogliamo e dobbiamo ricominciare a parlare di scuola… tra docenti e tra genitori…vogliamo costruire un confronto che dovrà essere uno scambio virtuoso come all’interno di una vera comunità scientifica ed educante che, attraverso la cooperazione e non la competizione, sappia formare il pensiero critico e la capacità interpretativa.
La nostra scuola aveva e ha bisogno ora più che mai di un’opera di restauro, proprio come si fa con un tessuto di pregio che si è nel tempo scolorito e strappato in alcuni punti ma di cui si riconosce il valore.
E noi per questo ci batteremo, è bene che lo sappiate
Ci batteremo contro i vostri tagli a persone e risorse: contro la volontà di non dare stabilità alla SCUOLA non assumendo chi la SCUOLA la fa ogni giorno con più competenza e più forza.
Ci batteremo affinché ogni persona abbia le medesime opportunità
Ci batteremo affinchè l’Italia investa nell’Istruzione pubblica una quota pari almeno alla media europea
Ci batteremo affinchè l’articolo 3 della nostra costituzione sia integralmente rispettato
Ci batteremo per una scuola pubblica senza compromessi, aperta a tutti, gratuita, laica, luogo primo di conoscenza e convivenza, fonte inestimabile di saperi e di memoria, di uguaglianza e di amicizia
Ci batteremo per università adeguate alla sfida dei tempi. Solo così ci sarà crescita sociale e speranza per il futuro
Ci battiamo perché i figli e le figlie di questo paese possano stare bene a scuola, perché abbiano il meglio
Da Bologna, oggi, e da altre città d’Italia deve partire la mobilitazione di tutti coloro che hanno a cuore il bene pubblico: salvare la scuola vuol dire salvare il nostro Paese.
Non ci basta dire basta! La nostra scuola, la scuola della Repubblica rivuole indietro tutto e vuole di più, Noi dobbiamo pretendere di più!
NOI, SIAMO IL DIRITTO ALLO STUDIO!
CHE UNA NUOVA PRIMAVERA COMINCI PER LA SCUOLA PUBBLICA


La manifestazione del 12 a Ferrara http://gdsp.wordpress.com/2011/03/25/foto-manifestazione-per-la-scuola-e-la-costituzione/
Saluti
Paolo
Salve sono un genitore delle scuole Grosso. Ci sono iniziative previste sui rincari delle mense?
Grazie
Franco Cima