
Tutti devono sapere è una campagna d’informazione rivolta a tutti, ma con un’attenzione speciale ai genitori di alunni e studenti che frequentano la scuola pubblica statale. Non si esaurirà in una singola iniziativa il 14 maggio. Intende essere una campagna di informazione che si prolungherà nel tempo proiettandosi sul prossimo anno scolastico e se servirà su quelli a venire. E noi pensiamo che servirà.
La campagna d’informazione ha un logo che si manterrà nel tempo, sotto il quale verranno di volta in volta scritte a pennarello, le varie informazioni su quello che sta accadendo e che accadrà.
Vivrà di momenti collettivi a partire dal 14 maggio ma anche di impegno individuale, quotidiano con un obbiettivo prioritario: informare davvero tutti, genitori e insegnanti, studenti e alunni, cittadini e cittadine su ciò che sta accadendo alla scuola pubblica così come l’abbiamo conosciuta: gratuita, aperta a tutti e capace di fornire un istruzione di buona qualità. Luogo primo di incontro di integrazione e di formazione per i nostri figli. Da sempre strumento di riscatto sociale e di speranza per il futuro.
Ogni giorno di più, vediamo la scuola pubblica indebolirsi, impoverirsi mentre aumentano in modo esponenziale i finanziamenti alle scuole private – da 544 milioni a un miliardo e 600 milioni di euro.
Alla fine del 2011 andranno a regime quasi 8 miliardi di tagli alle risorse della scuola pubblica statale. Si incide sulla carne viva: a quel punto mancheranno all’appello 87.341 insegnanti e 44.500 fra bidelli, segretarie e assistenti di laboratorio. Mancheranno all’appello 1900 ore di insegnamento nell’arco del percorso scolastico elementari-medie-medie superiori. Mancheranno all’appello varie discipline, ore di laboratorio, uscite didattiche. Mancheranno all’appello molte delle risorse destinate ai ragazzi diversamente abili. Senza contare l’affollamento delle classi dove la nuova normativa si spinge a prevedere fino a 33 studenti, in aule che per il rispetto della sicurezza non dovrebbe contenerne più di 25.
Tutto questo ci fa pensare ad un disegno preciso:
due sistemi scolastici, uno privato, costoso e per i pochi che potranno permetterselo, magari accendendo un mutuo in banca e uno pubblico, di serie B, per molti, che sfornerà lavoro precario e insicurezza.
E’ accettabile questa prospettiva?
E se non lo è cosa possiamo fare?
Cari genitori, insegnanti, studenti, cosa possiamo fare?
14 maggio, la prima iniziativa: l’informazione invade la città
Una giornata dedicata a rendere evidente ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Una giornata dedicata a fornire informazioni, a ricordare le decisioni della politica, gli effetti della riforma e i probabili e preoccupanti rischi che la scuola pubblica statale sta correndo. Una giornata in cui si cercherà l’ascolto, l’aiuto, l’alleanza, la solidarietà di ogni genitore che abbia figli che frequentano o frequenteranno la scuola pubblica statale.
All’uscita degli alunni e degli studenti da scuola, genitori e ragazzi resteranno intorno alla scuola per mezz’ora o un’ora tappezzandola con due manifesti, due messaggi: uno che cercherà di dire cosa sta accadendo alla scuola oggi, l’altro che tenterà di comunicare cosa probabilmente diventerà la scuola pubblica domani.
Tutte le scuole saranno coinvolte. Non importa se alcune scuole chiudono all’una o alle 16,30. Importa che davanti a tutte le scuole, nello stesso giorno accada che i genitori riflettano e discutano fra loro.
Poi ognuno sarà invitato a dotarsi di un pacchetto di volantini, adesivi e di rotoli di nastro stampato che attaccherà e stenderà dappertutto, alle fermate degli autobus, sulle porte dei condomini, , sui muri della città, sui bidoni dell’immondizia, anche nei giorni che seguiranno il 14.
I volantini inoltre inviteranno i cittadini tutti a fare altrettanto. In fondo ai volantini comparirà infatti questa scritta:
se anche tu pensi che la scuola pubblica sia un tesoro da salvaguardare, se anche tu pensi che sia indispensabile che TUTTI SAPPIANO, se vuoi aiutare Davide a vincere la sua battaglia contro Golia potresti cominciare col fotocopiare questo volantino e i tanti che seguiranno, moltiplicarlo e attaccarlo dove vuoi, quando vuoi, finché vuoi tappezzando la città metro per metro.
