Relazione introduttiva all’Assemblea del 18 febbraio 2011
Abbiamo attraversato tre ministri: Moratti, Fioroni e il suo cacciavite, ed ora la “riforma epocale” Gelmini.
Fermiamoci a quest’ultima.
I tagli nascono nella manovra estiva del 2008, che anticipa la finanziaria di dicembre e che, per la prima volta, definisce un piano triennale di interventi.
È la legge 133 del 6 agosto 2008, che converte in legge il DL 112/2008
Interessante leggere il titolo di quella legge:
“disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”
In questi anni la scuola è profondamente cambiata, spesso le modifiche più grandi sono passate sottosilenzio, un po’ alla volta.
L’Assemblea delle scuole di Bologna e provincia ha sempre tenuto vivo un filo di collegamento con le scuole. In tutta Italia esistono gruppi molto attivi, che tengono vivo il movimento (ultimamente a Bologna c’è stato l’incontro nazionale di varie realtà italiane, ci siamo confrontati, scambiati idee, impressioni), e qualche risultato (anche importante) è stato ottenuto, magari li ricorderemo di sfuggita, man mano che se ne presenterà l’occasione.
Proviamo a fare un piccolo riepilogo riassuntivo di come siamo arrivati ad oggi:
1. primo attacco: la scuola elementare
2. attacco al tempo pieno e al modulo (modelli di riferimento in Europa),
3. oggi non esiste nessuno dei due: c’è il nuovo TP che sono solo 40 ore senza compresenze e il TN per il cui organico
sono garantite SOLO 27 ore settimanali. Punto!
4. oggi non esistono più le compresenze;
5. è stato introdotto il maestro unico o prevalente: di fatto oggi però abbiamo il valzer degli insegnati, classi con 7-8
maestri ognuna;
Serve questo allo sviluppo economico? alla competitività?
6. poco alla volta, sono diminuiti i finanziamenti per il normale funzionamento didattico;
7. poco alla volta il Ministero ha smesso di dare anche il denaro già impegnato (i famosi crediti vantati dalle scuole,
la scuola di mio figlio avanza 300.000€);
(qui ad esempio la mobilitazione dei genitori ha permesso di ottenere, quest’anno, parte dei crediti vantati da anni dalle nostre scuole)
8. oggi in tutte le scuole non si può fare a meno del contributo volontario dei genitori, sempre più caro, val la pena allora ricordare l’art. 34 Costituzione [...]L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. […]);
9. riduzione diffusa del tempo scuola,
10. oggi alle medie si fanno 3 ore in meno di scuola;
11. oggi alle superiori nel biennio si fanno anche 7 ore in meno di scuola;
Serve questo allo sviluppo economico? alla competitività?
12. attacco alla qualità dell’insegnamento e alla professionalità dei docenti;
13. saturazione delle cattedre con eliminazione delle ore a disposizione dei docenti:
- ora le scuole non hanno più nessun docente da utilizzare in caso di necessità;
- saltano le continuità didattiche;
14. oggi non ci sono più docenti a disposizione della scuola per coprire assenze brevi di docenti;
15. oggi abbiamo la diaspora degli innocenti, con classi smembrate e infilate a gruppetti in altre classi (violando le norme di sicurezza);
(anche qui, a seguito delle pressioni fatte da genitori ed insegnanti, sono state emanati circolari che obbligano i dirigenti scolastici a nominare i supplenti dal primo giorno e a ribadire il “divieto di accorpamento delle classi ”)
Serve questo allo sviluppo economico? alla competitività?
16. aumentano il numero di alunni per classe;
(contro questo provvedimento è stato fatto e vinto un ricorso al TAR)
17. tagliano il numero di docenti di sostegno per l’integrazione di disabili; (altro ricorso fatto e vinto)
18. “derubricano” i disturbi specifici di apprendimento, così da non assegnare a dislessici, disgrafici, discalculici alcun docente di sostegno;
Serve questo allo sviluppo economico? alla competitività?
19. attacco mediatico senza precedenti di discredito sul pubblico impiego:
a. campagna mediatica su fannulloni, assenteisti
(un decreto concedeva al personale della scuola in malattia una sola ora al giorno di assenza dal proprio domicilio, è stato modificato)
b. decurtazione dello stipendio per assenze a causa di malattia
c. taglio agli stipendi, con blocco di tre anni di anzianità
d. mancate assunzioni di docenti a tempo determinato, caos graduatorie, valzer supplenti
e. accorpamento classi di concorso (tutti insegnano tutto)
f. aumento di pratiche, test, obblighi (veri o presunti)
g. norme bavaglio, censure, sanzioni, codici di comportamento
Serve questo allo sviluppo economico? alla competitività?
Oggi il clima nelle scuole lo conosciamo, è pessimo. Lì dentro però ci mandiamo i nostri figli!
Gli insegnanti lavorano di più, peggio e in un clima crescente di tensioni, impotenza, sconforto, frustrazione!
Ci sono genitori contro docenti, docenti contro dirigenti, scuole contro scuole, genitori contro genitori, collegi docenti spaccati. Più ci tolgono e più tutti cerchiamo di fare in modo di tappare in qualche modo, di arrangiarci (fiore tipico del “genio italico”), ma questo crea inevitabilmente conflitto, divisioni. La scuola oggi è al collasso, mancano soldi, docenti, le strutture sono inadeguate, i laboratori sempre più sguarniti, i sussidi inesistenti, manca tempo scuola, manca tempo scuola di qualità, manca serenità…
Manca perfino la legittimità, perchè il MIUR non rispetta nemmeno le sentenze del TAR e del Consiglio di Stato
Questo è la scuola oggi. È agonizzante.
E che si fa quando un cavallo di razza (qual era la nostra scuola elementare del tempo pieno, ad esempio) è agonizzante? Gli si dà il colpo di grazia.
A scuola idem. Il colpo di grazia arriverà l’anno prossimo.
A settembre 2011 dovremo (possiamo?) infatti assistere indifferenti anche al terzo taglio previsto dal disordino ministeriale, dove l’unico segno + è nell’aumento del numero di alunni in classe:
Scuola primaria: – 9260 insegnanti
Scuola secondaria di I grado: – 1310 posti
Secondaria di II grado: – 8989 posti
Ata: – 14.176
Correttivi per la realizzazione dell’obiettivo:
- innalzamento del rapporto alunni/classe + 0,1 unità
- 27 ore settimanali nella primaria, con estensione del “maestro prevalente”
- 4700 docenti specializzate in inglese alla scuola primaria,
sostituite dalle docenti “formate” dal Ministero con appositi corsi di 500 ore
- riduzione dell’orario dei professionali da 34 a 32 ore
Servirà questo allo sviluppo economico? alla competitività?
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