I docenti del liceo Copernico firmano un documento contro la “dequalificazione” della scuola che la riforma delle superiori porterebbe con sé; si impegnano a rifiutare cattedre con orario superiore alle 18 ore e solidarizzano con i colleghi che non hanno più un incarico. L’assegnazione delle supplenze intanto prosegue a rilento: un errore informatico ha fermato le procedure al Rosa Luxemburg. La Cisl giudica “una boccata d’ossigeno” gli ulteriori 80 insegnanti assegnati in regione: “La richiesta era di 350″
Dalle elementari alle superiori, si accende la lotta contro i provvedimenti del ministro Mariastella Gelmini e le loro ricadute sugli organici, sulle scelte delle famiglie, nelle classi. Al liceo Copernico, per esempio, i professori vogliono evitare la “dequalificazione” della scuola, e firmano un documento nero su bianco in cui promettono di impegnarsi per ridurre al minimo gli effetti della riforma Gelmini sulle scuole superiori. La prima campanella deve ancora suonare ma gli insegnanti sono già sul piede di guerra contro il primo anno scolastico di applicazione delle norme introdotte dal ministero dell’Istruzione. Lo scritto è anche un atto di solidarietà verso gli insegnanti precari che non hanno più avuto incarichi, quando la titolare della Scuola Mariastella Gelmini (leggi) in sala stampa di Palazzo Chigi ha dichiarato “di non poterli assorbire tutti”. Precari che sono “strumentalizzati dalla politica” (video).
Più studenti per classe, inficiando l’efficacia dell’insegnamento. L’azzeramento dei corsi sperimentali. Minori ore di insegnamento nell’arco della settimana. Scarse risorse per il sostegno e il recupero degli alunni in difficoltà. Il taglio dei fondi per le supplenze e la saturazione delle cattedre a 18 ore “che produrrà un ulteriore aumento delle classi scoperte e una diminuzione del numero di giorni di lezione effettiva per gli studenti”. I docenti affrontano i nuovi indirizzi e i nuovi piani di studio senza un adeguato piano di aggiornamento.
Per tutti questi motivi “e tenendo conto del numero di colleghi precari che si sono trovati in questi due anni senza lavoro- scrivono gli insegnanti del Copernico- il collegio invita tutti i docenti a non accettare cattedre con orario superiore alle 18 ore e ricorda che qualunque forzatura od obbligo in tal senso è illegittimo”. Infine, nel documento si “solidarizza con i colleghi precari che in questi giorni stanno manifestando in molte città per la difesa del posto di lavoro”.
Supplenze, caos per un errore. La già lenta e complicata procedura di assegnazione delle supplenze, che prosegue da giorni, ha avuto oggi una battuta d’arresto a causa di un errore informatico all’istituto Rosa Luxemburg: infatti nel momento in cui venivano distribuite le supplenze di italiano e latino nelle superiori, è stata assegnata una cattedra a San Giovanni in Persiceto che in un secondo momento è risultata inesistente. La cattedra in effetti c’era, ma su un’altra classe di concorso: quella di italiano e storia ai tecnici-professionali. Tutti gli insegnanti che se n’erano già andati sono stati richiamati, e le operazioni sono state ripetute, facendo slittare le successive assegnazioni. Secondo il Coordinamento insegnanti precari l’incidente “testimonia che, nonostante la disponibilità dell’Ufficio scolastico provinciale e del personale incaricato, anche quest’anno le nomine dei supplenti si svolgono nel caos a causa dei tagli e dei ritardi dovuti alla sciagurata riforma Gelmini. Tutto questo a dispetto delle menzogne del ministro che, anche stamattina, ha ribadito che l’anno scolastico si sta avviando senza alcun problema”.
Arrivano altri 80 insegnanti. La Cisl definisce “una boccata d’ossicgeno” gli 80 insegnanti assegnati dal ministero in aggiunta ai primi 91: la richiesta era stata di 350. L’anno scolastico “comincia così in una situazione meno drammatica”, commenta Anna Cicognani, segretaria regionale della Cisl scuola. Ma queste cifre non “non risolvono il problema della carenza di organici nella scuola in Emilia-Romagna”.
De Biasi: Questi gli effetti della riforma. In effetti, come spiega l’assessore provinciale Giuseppe De Biasi, nel Bolognese ”mancano oltre 200 cattedre per il raggiungimento della soglia funzionale della scuola dell’ obbligo”. I veri illusi, prosegue l’assessore, non sono solo i precari, ma anche ”i tanti genitori che all’atto d’iscrizione alle elementari hanno barrato nel modulo la scelta delle 40 ore, quando la riforma ne prevede 27, e il tempo pieno rimane un miraggio o un’alchimia di incastri di spezzoni del dirigente scolastico o l’effetto di interventi sussidiari”.
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