Gentile onorevole,
sono allibito, agghiacciato e senza parole di fronte al melenso spot pubblicitario della Gelmini su YouTube. E i miei studenti si sentono insultati e derisi (quei sorrisetti a tempo di valzer, in sincronia con la scritta “APPLAUSI” che misteriosamente mancava). E – mi creda – non sono studenti di sinistra o plagiati. Anzi.
Ma con che coraggio si può affermare di essere dalla parte degli studenti dopo aver sfacciatamente:
- reintrodotto il maestro unico;
- obliterato la formazione degli insegnanti
- ridotto drasticamente o annientato il tempo pieno alla primaria;sottofinanziato le scuole primarie e secondarie – per esempio ora sono i maestri a comprare e portarsi in classe il materiale di consumo quali i gessi, la carta, le penne (ricevuta per altro la promessa di lavagne interattive che nessuno è stato formato a usare);
- licenziato 140.000 docenti e amministrativi della scuola, molti dei quali precari con decenni di esperienza e raffinatissima cultura e metodi didattici;
- introdotta l’ora di 60 minuti alle superiori, che sfinisce i ragazzi e serve solo a dare l’illusione di efficienza;
- corrotto il curriculum delle superiori, tagliando fra l’altro materie fondamentali quali la geografia e circa 100.000 ore di lezione globalmente a livello nazionale, confrontando tutti i nuovi licei con la “vecchia” scuola;
- cancellato gli insegnamenti relativi alla lingua inglese nel nuovo corso di Laurea Magistrale quinquennale per la formazione dei futuri maestri;
- realizzato e preventivato tagli all’Università di entità seguente:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009;
- 90 milioni di euro per l’anno 2010;
- 316 milioni di euro per l’anno 2011;
- 417 milioni di euro per l’anno 2012;
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013;
- permesso tramite una reazione debolissima e tardiva che un simbolo di un partito molto locale campeggiasse per mesi all’interno di un edificio statale;
- insultato gli insegnanti e i docenti non rispondendo mai direttamente alle obiezioni pedagogiche, organizzative, finanziarie e didattiche poste in varie sedi nei modi più garbati;
- tentato di screditare docenti universitari di ruolo, selezionati da estenuanti concorsi e distinti da decenni di servizio didattico ed amministrativo, ma definiti da lei maldestramente e negativamente come “baroni”;
- tagliato del 90% le borse di studio per gli studenti meritevoli meno abbienti;
- ignorato i problemi di 25.000 giovani ricercatori, della loro progressione di ruolo, della soppressione dello scatto di carriera, ignorando i milioni di ore di lezione gratuite devolute fino ad ora allo Stato;
- proposto una riforma universitaria che aumenta il potere localista dei baroni, tramite lo specchietto per allodole del concorso “nazionale” con chiamate “locali”;
- proposto concorsi con un’abilitazione senza limiti numerici, che verrebbe a idoneare una massa enorme di “precari” di fatto senza posto;
- stroncato un’intera generazione di giovani ricercatori che fuggono all’estero, e i cui maestri non sanno a chi lasciare in eredità la propria esperienza accademica;
- bloccato le attività di valutazione: in tre anni non è ancora entrata in funzione l’agenzia Anvur e nel frattempo il vecchio organismo ministeriale, il Civr, è rimasto spento;
- permesso che imprese a scopo di lucro come il CEPU assurgano a università pari alle statali, producendo laureati “a distanza” che andranno a concorrere coi nostri laureati frequentanti per i pochi posti di lavoro rimasti, e di fatto legittimando lo “scandalo delle telematiche”;
- proposto l’ingresso di entità private nei consigli direttivi degli Atenei (Consigli di Amministrazione) ben sapendo che le iniziative imprenditoriali in area formativa hanno ovvi intenti speculativi;
- proposto a tutti gli effetti il commissariamento del MIUR che in futuro potrebbe fungere da Ministero senza portafoglio, in tutto sottomesso al Ministero delle Finanze secondo l’art. 25;
- proposto una riforma che costringerebbe i singoli Atenei a maratone burocratiche immani per stilare oltre 1.000 nuovi regolamenti, asfissiando la già debole voce di chi vuole continuare a fare ottima ricerca ed eccellente didattica, nonostante tutto;
- proposto una riforma che mina l’autonomia universitaria, bene supremo in un paese democratico, libero e favorevole al libero pensiero.
Schiacciato da questi ad altri comportamenti che reputo illiberali, dichiaro che se il DDL 1905 verrà approvato, all’inizio di ogni mio futuro corso accademico darò lettura della precedente lista coi nomi dei singoli onorevoli dei gruppi che lo avranno votato. Chiederò anche ai colleghi tramite mail e Facebook che aderiscano anch’essi all’iniziativa.
Se è pubblicità che cercate, la avrete sicuramente.
Prof. Gabriele Azzaro
Università di Bologna – Facoltà di scienze della formazione
http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?mat=032860&TabControl1=TabCV

Sottoscrivo.
Un genitore.
Di Caro Maria Pia – Torino