L’invito rivolto a professori e bidelli per il ritardo nelle operazioni di assegnazione delle supplenze che rende ancora più diffile il ritorno sui banchi. Allarme all’Almma mater: solo la metà delle assunzioni di ordinari e docenti a contratto potrà andare in porto. E la Curia avverte: “Vigileremo sui sabotaggi all’ora di religione”
Se non è boicottaggio, poco ci manca. E’ sicuramente un’azione di disturbo e di distinzione quella che propone Rdb a insegnanti e bidelli della scuola bolognese: rifiutare le ore di straordinario e limitarsi al proprio mansionario e all’orario di servizio. Nulla di più. La protesta nasce dalla constatazione del grave ritardo nelle operazioni per l’attribuzione delle supplenze per “le tante incognite che la riforma delle superiori ha lasciato sull’imminente anno scolastico”, come scrive il sindacalista Francesco Bonfini in una nota.
La campagna sarà lanciato in ogni istituto in collaborazione con il Coordinamento precari della scuola: “Accettare lo straordinario nella scuola oggi vuol dire essere complici del licenziamento di decine di migliaia di lavoratori”. Secondo il sindacato ci sarà un inizio d’anno ”con classi scoperte, scuole elementari a cui sono stati tolti insegnanti a cinque giorni dall’inizio dei lavori, intere materie non potranno essere insegnate, insegnanti di ruolo da vent’anni costretti a trovare un incarico per un anno perché la loro cattedra è stata soppressa nonostante l’aumento degli studenti, materie spezzettate per nascondere posti di lavoro, sfruttando il lavoro straordinario”. E il futuro dei precari è ancora più difficile.
Emblematica, poi, la situazione degli Ata, ”che già lo scorso anno erano ampliamente sotto organico e che quest’anno non potranno garantire neanche l’apertura di diverse scuole, figuriamoci la sicurezza o la pulizia”
La Curia: “Sorveglieremo”. Prima del suono della campanella, la Curia lancia un monito al mondo della scuola sugli insegnanti di religione: non discriminateli o sabotateli, è il messaggio, perché “rispettosamente sorveglieremo”. Secondo don Raffaele Buono, direttore dell’Ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica (Irc), i docenti di religione sono stati negli anni passati bersagli di atteggiamenti “poco simpatici”, come “moduli per la scelta consegnati al momento sbagliato; orari di lezione impossibili e discriminatori; tentativi di accorpamento delle classi; ostentato disinteresse da parte di qualche collega di altre discipline”.
Università, assunzioni a rischio. Dalle colonne del Sole 24 Ore arriva invece un allarme sul fronte ateneo: rischia di saltare quasi la metà delle assunzioni dei professori ordinari e associati vincitori dei concorsi banditi dall’Università di Bologna. L’indagine del quotidiano economico misura gli effetti del decreto Gelmini del 2008, quello che ha fissato le ‘quote’ per favorire l’ingresso dei ricercatori: secondo la disposizione, infatti, il 60% delle nuove assunzioni nelle Università deve essere riservato ai ricercatori, mentre i posti banditi per gli ordinari non possono superare il 10% del totale. E stando dunque a questi numeri solo la metà delle 17 assunzioni di ordinari potrebbe essere effettuata; tra associati e ordinari, invece, potrebbero saltare oltre il 40% dei posti a disposizione.
Servono docenti in carcere. I kit di cancelleria sono stati donati dalla federazione dei cartolai e l’associazione dei commercianti, ma restano altre esigenze agli “studenti” del carcere della Dozza: cinque alfabetizzatori, una cattedra di Lingue per le detenute, e l’insegnamento dell’inglese per chi deve conseguire il diploma di licenza media. Attualmente l’organico di diritto è composto solo da cinque docenti di scuola media, che riescono a garantire non più di quattro corsi di licenza media in area pedagogica. Servono altre assegnazioni per assicurare le lezioni agli studenti: l’annos orso furono poco meno di 400.
(30 agosto 2010)
Share on Facebook
sono una collaboratrice di un comprensivo, e ci troviamo in una situazione disastrosa grazie al taglio degli organici, che però abbiamo sopperito con straordinari quasi giornalieri, visto che l’anno che verra sarà peggio in oarticolare per un comportamento vessatorio del ns dirigente, anzi si avvicina molto al mobbing, abbiamo deciso che se non rientrerà nelle sue decisioni, ovvero dopo 11 anni che lavoriamo nell’istituto vuole farci ruotare senza motivo ribadisco, senza giustificazione (altrimenti la cosa sarebbe logica)solo perchè ho lottato con i miei colleghi per ottenere qualche cosa, contrattazione d’istituto che lui riterrà di snobbare, ho ottenuto la malattia professionale per alcuni e questo non lo ha digerito ed altre cose,noi non faremo gli straordinari, e solo con le 36 ore la scuola che è aperta sino alle 6 e 30 non puo funzionare, questo avverrà dopo l’assemblea che ho chiesto dei lavoratori e tutti sono daccordo di agire in questo modo, ritengo che il fare solo il ns orario sia un diritto.