Elenco delle cose non funzionano nella scuola pubblica visto dalla parte degli alunni e degli studenti
Alunni
TUTTI DEVONO SAPERE che sono in prima elementare: con il maestro Luigi disegno e imparo a leggere e scrivere; con Loretta imparo i numeri, con Serena scopro le stagioni e vado in palestra, con Monica mangio, con Giovanna parlo in inglese, con Lucia faccio “alternativa” mentre il mio compagno di banco fa religione con Suor Maria, con Maurizio o Anna o Grazia ogni tanto faccio i “gruppi”. Se quando c’è ricreazione mi scappa la pipì chiedo il permesso al primo “grande” che incontro così non mi sbaglio!
TUTTI DEVONO SAPERE che prima avevo due o tre maestre quasi tutte per me, che conoscevo bene e che mi conoscevano bene; ora di maestre ne ho anche sei o sette, ma solo a pezzettini.
TUTTI DEVONO SAPERE che prima le mie maestre erano calme, ci facevano fare ricreazioni lunghe per riposarci e non ci davano tanti compiti perché c’era tempo di studiare a scuola, mentre adesso vanno sempre di fretta e sembrano nervose; forse avrebbero loro bisogno di un po’ di ricreazione.
TUTTI DEVONO SAPERE che i miei maestri hanno quasi tutti più di 50 anni. L’anno scorso c’erano molti insegnanti giovani, dicevano di essere precari. Mi hanno detto che da quest’anno di loro non c’è più bisogno.
TUTTI DEVONO SAPERE che se inizio le elementari oggi, avrò diritto complessivamente a due anni in meno di lezioni rispetto a ragazzi che hanno fatto la maturità l’anno scorso.
TUTTI DEVONO SAPERE che quando dovrebbe arrivare un supplente non arriva mai, mancano i soldi, e noi finiamo divisi in varie classi, un po’ disturbiamo la lezione degli altri mentre la nostra è perduta. Tutti devono sapere che questo accade in ogni scuola quasi giornalmente.
TUTTI DEVONO SAPERE che ci sono giorni in cui in classe siamo talmente tanti che il maestro è preoccupato, e ci spiega come uscire tutti in fretta dalla classe, Chissà perché?
TUTTI DEVONO SAPERE che nella mia classe c’è Daniele, a cui hanno tolto il sostegno e spesso non riesce a d imparare tutto allora noi a volte lo aspettiamo.
TUTTI DEVONO SAPERE che nella mia classe c’è Samir, lui non capisce ancora bene la nostra lingua e allora si annoia molto, spesso disturba. La maestra a volte diventa matta per cercare di farsi spiegare e intanto tener buoni noi. Ho saputo che i progetti per l’integrazione, quest’anno non ci sono più
TUTTI DEVONO SAPERE che invece a noi piacerebbe parlare l’inglese, la lingua di Samir, per potergli spiegare alcune regole che invece non riusciamo a spiegargli. Lo potremo fare quando tutti sapremo l’inglese, ma quest’anno l’inglese è diventato strano e neanche Samir capisce bene.
TUTTI DEVONO SAPERE che in cortile ho degli amici che vanno alla scuola privata perché dicono che nella loro scuola non manca niente. Ma la mia mamma dice che non vuole mandarmi alla scuola privata perché c’è quella pubblica che dovrebbe essere gratuita e uguale per tutti. E poi comunque non avrebbe i soldi.
TUTTI DEVONO SAPERE che una volta la settimana vado a scuola carico come un asino, devo portare risme di carta, sapone, gessetti, carta igienica e tutto quello che serve ma che adesso non c’è più.
TUTTI DEVONO SAPERE che qualche classe ha il computer e la lavagna multimediale, ma la maggioranza ha una lavagna talmente vecchia ed usata che non si riesce neanche più a scriverci qualcosa sopra; eppure dicono che siamo tutti uguali.
TUTTI DEVONO SAPERE che spesso per chi come me non vuole fare religione, è costretto a starsene con gli altri come me, in un’aula a non fare niente perché manca l’insegnante di materia alternativa. Ci passiamo il tempo a consumare gessetti alla lavagna
TUTTI DEVONO SAPERE che i miei fratelli più grandi mi raccontano che quando andavano a scuola loro qualche volta andavano al museo o alla fattoria didattica e facevano musica con un maestro musicista che veniva da fuori. Adesso tutto questo non c’è più.
TUTTI DEVONO SAPERE che ultimamente la mamma dice sempre al papà una frase che non capisco, dice “ guarda che la scuola non ha più neanche gli occhi per piangere e neanche per immaginare un futuro”
Studenti
TUTTI DEVONO SAPERE che quest’anno mi sono iscritto al liceo frequentato da mio fratello, non vedevo l’ora di fare le cose che lui mi raccontava. Ma poi ho scoperto che loro, nelle discipline scientifiche e tecnologiche, erano sempre in laboratorio e avevano pure il prof di laboratorio, oltre al prof normale; noi ne abbiano solo uno e in laboratorio non ci andiamo quasi mai.
TUTTI DEVONO SAPERE che alle medie avevo studiato che l’Italia è il Paese del chimico Giulio Natta, premio nobel per la chimica, ma poi ho scoperto che alle superiori hanno tolto il 40% delle ore di chimica nei tecnici e nei licei.
TUTTI DEVONO SAPERE che ho sentito dire che i precari della scuola non fanno parte dell’organico. Mi sa che è vero, perché quest’anno nella mia scuola non li vedo più quei supplenti che vedevo gli anni scorsi. Chissà dove sono finiti
TUTTI DEVONO SAPERE che quest’anno mi avevano detto che la riforma non riguardava noi del triennio delle scuole tecniche e professionali, eppure quest’anno facciamo 4 ore in meno nelle materie di indirizzo.
TUTTI DEVONO SAPERE che mi avevano detto che si trattava di una vera Riforma della scuola e che non si trattava solo di tagli. A settembre ho scoperto che i riformatori stessi la chiamano riordino, non riforma, e che serve a rispettare i limiti imposti dalla finanziaria. Ma allora perché in Germania hanno investito 12 miliardi nell’istruzione pubblica?
TUTTI DEVONO SAPERE che mi avevano detto che la Riforma avrebbe eliminato gli sprechi. A settembre ho scoperto che con il riordino le scuole chiederanno a mamma e papà un ulteriore “contributo volontario” per poter continuare a tenere aperta la scuola.
TUTTI DEVONO SAPERE che mi avevano detto che i programmi erano stati ammodernati. A settembre ho scoperto che hanno tolto dai programmi tutta la matematica e la fisica moderna, la logica e la relatività di Einstein.
TUTTI DEVONO SAPERE che l’anno scolastico è cominciato da poco ma già l’aria, a scuola, è venata di sconforto e di rassegnazione. Forse bisogna fare qualcosa, in fondo ne va della nostra vita e del nostro futuro di cittadini.
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